La partita del cuore

Chi lascia sempre la porta aperta della sua casa consentendo l’ingresso indisturbato di chiunque,seppure nocivo, senza alcun discernimento,, è una puttana. Conosco persone che in nome di un perdono e di un dialogo impossibile da attuare, cercano di fare i mediatori tra le parti, non facendosi gli affari propri perchè spinti dal senso di colpa, dalla paura, spinti dall’immagine fasulla e sporca dell’evangelizzatore, dell’ego spirituale che cerca il bene senza sapere cos’è il bene, l’amore senza sapere cos’è l’amore, si intrufola nella vita degli altri senza prendersi responsabilità della propria perchè non ha null’altro da fare che pensare alla vita degli altri poichè la propria, in realtà, fa schifo. Chi media, lo sappiamo bene, è perchè ha degli interessi da ottenere tra le parti in questione, economici o semplicemente per nutrire l’immagine vomitevole del benefattore, come dicevo, senza sapere quale sia il vero bene sia per se stesso che per gli altri. Di Maria Teresa di Calcutta ce n’è stata una e direi che può bastare. I premi nobel li vincono solo coloro che lavorano per non cambiare le cose e sono consoni al sistema. I morti, quindi. Questo buonismo, in verità., per un attento osservatore, dimostra un profondo odio verso se stessi. Questo buonismo piuttosto che migliorare le condizioni di tutte le parti in causa, le peggiora ulteriormente,drammaticamente. Chi non si fa gli affari propri,visto che per ciascuno la vita riserva molte sfide che possono già bastare, non ha capito niente della vita e scappa continuamente da se stesso. […]

Come un laser

Lo hai capito o no che tu fai parte di un numero ristretto di persone venute qui non per salvare il mondo, ma per fare strada a una nuova coscienza per chi è pronto a intercettarla? Sei una rarità. Piantala di fare la paladina della giustizia e lascia affondare questa merda. Oltre il 98 per cento della popolazione non è destinata alla consapevolezza, non è pronta a risvegliarsi e a prendersi responsabilità della propria vita come creatore cosciente. Ha bisogno estremo di un padrone. Il cambiamento che tanto sbandieri puoi farlo solo alla tua persona, affinchè venga tracciata una nuova strada per le generazioni future. Il lavoro che stai facendo adesso riguarda il cambiamento del pianeta e interessa la creazione, ma tu devi capire prima di tutto che niente va cambiato dall’esterno. I risultati di ciò che stai facendo riguardano solo la tua esperienza animica. Il mondo, questa società malata deve essere distrutta, non cambiata.Prima di creare il nuovo bisogna distruggere il vecchio Se metti le pezze al vecchio vestito non l’hai cambiato. Le fondamenta del nuovo sono diverse da quelle di un mondo vecchio. E per capirlo devi toccare il fondo. Morire internamente. L’azione deve essere interna, il movimento deve essere verticale e solo pochi intrepidi sono in grado di capirlo. L’azione esterna che tanto reclami è inattuabile per la maggioranza delle piccole menti indottrinate che popolano questo pianeta. Se non l’hai ancora capito, l’umanità è a un bivio. La deriva o il risveglio. E quasi tutti sono destinati […]

Radiografia

Se la felicità e la serenità delle persone che dicono di amarti dipende da te, allora non ti amano. ”Senza di te non posso stare’, non riesco a vivere senza te” ”Ti renderò felice” ”Ti prometto” ”Cambierò per te” Queste sono alcune delle tipiche frasi dette da un parassita.   Daniele Lorefice

Costruire il nuovo

Non agire per vendetta, ma solo per amore verso te stessa e per il tuo bene superiore. Per la tua serenità. Deve essere un’azione cardiaca. E non lasciarti impietosire dagli altri. Ricordati, se agisci per vendetta lui è ancora il centro della tua vita, alberga nella tua mente e tu sei ancora alla ricerca della sua attenzione. Ogni volta che parli di lui, colui che lasci decidere della tua felicità e infelicità, gli stai dando energia. Concentrati sul nuovo, dai energia al nuovo e non combattere il vecchio.E’ stupido. Lascialo andare. La rabbia che provi nel bel mezzo del cambiamento deve essere cavalcata,mirata al tuo benessere,come se fossi sola. La rabbia di chi si è accorto di aver fatto parte di un gioco perverso,manipolatorio, di chi ha aperto gli occhi del cuore, è salutare. E’ il primo passo verso il cambiamento, la spinta essenziale a voler cambiare le cose. Ed è anche il primo passo verso il perdono. Di te stessa.   Daniele Lorefice

Quando mangi, mangia

Le cose devono essere fatte una per volta. Non è che sei in ansia perchè nella tua mente vorresti fare tutto in una sola volta? Se fai una cosa per volta, mettendoci attenzione e dedizione, vedrai che avanzerai persino il tempo per fare tutto. Se metti consapevolezza in ciò che fai, non sbagli, integri e non sei costretta a ripassarci. E se non avanza tempo hai comunque vissuto pienamente il momento in assoluta tranquillità. Il tempo deve essere al tuo servizio. L’intento deve essere quello di svegliarsi e di gustare la serenità del momento sempre perfetto. Se le persone ti urlano contro perchè non sei efficiente e competitiva mandale a fanculo. Vogliono da te la tua vita e la tua morte.Vogliono spremerti finchè tu glielo consenti. Le tue azioni devono essere ricche di Sostanza, della Tua Presenza, affinchè abbiano valore. Se ti considerano soltanto un numero è perchè lo sei…non c’è niente di umano nel tuo atteggiamento. Un umano non accetterebbe MAI certe condizioni, sia famigliari che lavorative. Se sei circonferenza, sei sempre costretta a ruotare intorno a un centro a colui che ha uno scopo, uno scopo inoltre più grande del tuo, spesso miserabile come comprare le scarpe alla moda,l’ultima uscita. Continuamente centrifugata. Non c’è cosa che ti si presenta che non sia perfetta. Quelli che tu chiami problemi in verità non esistono. E’ il pensiero che hai della situazione che ti fa credere esista un problema. Pensi sempre attraverso l’indottrinamento, l’addomesticamento. I problemi non esistono, quindi non esistono […]

Dove sei

La paura non è reale. Ti sembra reale, ma non lo è. La senti perchè credi in qualcosa di inesistente. La paura la fai esistere ogni volta che credi di non stare creando il mondo che ti circonda, il mondo che sta al tuo interno. La paura esiste fin quando non smetti di credere all’immagine riflessa nello specchio. Ti guardi allo specchio e ti identifichi nell’immagine che non puoi toccare. Perchè non esiste. La paura esiste perchè ti credi separato da te stesso. La senti poichè il tuo corpo essendo ”reale” sempre Qui e Ora, viene spinto illusoriamente fuori da se stesso attraverso i pensieri di un passato che non è mai esistito e un futuro irrealizzabile. La paura non è reale. Quando ti accorgi di essere realmente solo e che ogni cosa non si proietta su di te ma da Te, la paura svanisce. Poichè Tu sei l’artefice di ogni cosa e Sai che esisti soltanto Tu. Finisce la conoscenza e smetti di sapere e ti immergi nell’esperienza, nella scoperta. Tutti coloro che credono che Dio sappia ogni cosa, si sveglieranno dalle menzogne e dall’oblio. Hai paura proprio perchè non prendi le redini della tua vita. Di Tutta la Vita. Poichè Tu solo sei la Via, la Verità e la Vita. Dio non sa nulla, non gioca con gli umani. Ama l’umanità poichè solo attraverso un corpo può fare esperienza di se stesso e scoprirsi. Amarsi eternamente e fare esperienza della Creazione. Lui ha creato, Tu hai creato, ma […]

L’imperatore

Quando l’imperatore vede il suo impero decadere e il popolo in rivolta, deve chiedersi cosa sta bloccando il rapporto con sua moglie. Non la sta amando. Le nasconde qualcosa.   Daniele Lorefice

Lo stronzo

Una persona onesta con se stessa e con gli altri è tutt’altro che morbida. E’ un diamante…duro e puro, forgiato ad altissime pressioni nel mantello terrestre. Una persona adamantina, onesta sincera e trasparente non tollera il falso, è inflessibile, è chiara, e risulta essere spesso fastidiosa. E’ come una spada lucente che trafigge senza pietà il vile. Uccide la vigliaccheria, i senza cuore. Sputa in faccia al buonismo,i senza cuore. Non è corruttibile. Non scende a compromessi. In questo gigante ospedale psichiatrico, è un grandissimo stronzo, sereno. Cammina tra le macerie con le mani in tasca fischiettando.   Daniele Lorefice

L’identità del dolore

Il dolore è un identità. Se provi ad aiutare una persona afflitta dal dolore dovresti sincerarti che lei voglia abbandonarlo davvero, disposta a perdere l’identità da vittima. Fare sparire il malato. Allora ci si accorgerà di un fatto. Una volta che ha deciso di abbandonare l’identità del dolore, lasciandosi andare, aprendosi, non ci sarà più bisogno del tuo aiuto. Il tuo aiuto si è realizzato e non hai fatto niente. Il dolore è un’identità esterna. Un accumulo di cose. Come accumuli le cose accumuli dolore, gli dai energia e si cristallizza ancor di più. Contempla il dolore quando c’è e non ne avrai più bisogno. Per una volta te ne sei presa cura con la Tua Presenza. Senza scappare. Molte persone non sono disposte a lasciare andare il dolore e la sofferenza e addirittura si crogiolano in essa. Se provi a smuoverle dal torpore, arrivano persino ad ucciderti per averli disturbati nella recita. L’identità del dolore è tutto ciò che credono di avere, amano chiamarsi sfigati. Quando piangono, osservali bene e stai al posto tuo, a meno che non chiedano consiglio sincero con umiltà.Non farti impietosire. Parti sempre dal presupposto che una persona abituata al dolore, senza dolore si annoierebbe. Senza problemi si annoierebbe. Perdendo l’identità del dolore perderebbe la menzogna e si risveglierebbe. Il Risveglio è brutale. Solo per gli intrepidi. Non per tutti. La selezione è spietata.   Daniele Lorefice